Con Cristo che sale al cielo anche noi siamo esortati ad assumere questo enorme dinamismo che rende il mondo non chiuso in sé, ma aperto a Dio, agli uomini e al mondo stesso

giovedì 13 maggio 2021

Nell’Ascensione del Signore assume la sua fisionomia definitiva il mistero di Cristo.
Il mistero di Cristo è per gli uomini di questo tempo e di ogni tempo, è per il mondo perché rivela quella profonda tensione dinamica di cui l’uomo e la storia hanno bisogno e che nessuno ha mai rivelato prima di Cristo. In Cristo viene rivelata in maniera indiscutibile ed assoluta.

Festa dell'Ascensione del Signore GesùIl mistero di Cristo è mistero di morte e risurrezione, ma insieme è mistero di un permanente dinamismo che pervade il presente e il futuro, che orienta definitivamente l’uomo e il suo destino nel suo inizio trascendente, il mistero di Cristo stesso.

Il mistero della fede è un mistero dinamico, è un mistero che non si chiude nella contemplazione, seppur profonda, dei misteri della fede, non si stringe dentro spazi, preziosi, ma privati e limitati.

La dimensione della fede è per sua ragione comunicatrice, comunicatrice di Cristo agli uomini, a tutti gli uomini, come unica permanente possibilità di salvezza, di rivelazione definitiva del volto di Dio e di salvezza definitiva per ogni uomo che viene in questo mondo.

L’Ascensione restituisce al mistero di Cristo le sue dimensioni profonde e definitive: Cristo è per il mondo, Cristo è per l’uomo Cristo è la perla di verità del mondo e dell’uomo. Cristo non si chiude ma si apre.

La vita di Cristo, nell’Ascensione, si rivela aperta all’uomo e alla storia, capace di portare dentro la vita e alla storia dell’uomo quelle dimensioni profonde e definitive che rendono la vita umana degna di essere vissuta.

Non più misure, magari rigorose secondo la mentalità dominante ma meschine, ridotte, ma la misura ampia e definitiva del mistero di Cristo che si apre al mondo e aprendosi al mondo chiama il mondo alla sua verità, alla sua bellezza e alla sua giustizia. Noi lo seguiamo, noi tendiamo a seguirlo.

In questo mistero noi capiamo che con il Signore si sta non in modo contemplativo, astratto intellettualistico, ma in modo dinamico, ci si identifica con Lui e con la Sua vita, si cammina con Lui verso il mondo e la vita non si rinchiude in nessun ambito preziosamente tolto, strappato al muoversi di tutti i giorni.

Con Cristo che sale al cielo anche noi siamo esortati ad assumere questo enorme dinamismo che rende il mondo non chiuso in sé, ma aperto a Dio, agli uomini e al mondo stesso.

Molte cose verrebbero da osservare in questo momento in cui la tentazione intellettualistica e spiritualistica, addirittura nei confronti della Chiesa, è così diffusa e persuasiva, molte verrebbero da dire di fronte a questa subdola riduzione, la fede non ha un dato di conoscenza e di amore naturalistico, no.

L’Ascensione ci chiede di assecondare il grande dinamismo che dal cuore di Cristo risorto pervade la vita di ogni uomo e attraverso la vita di ogni uomo la vita del mondo e della storia.

Da questo momento in poi abbiamo un solo destino, stringerti a Cristo e chiederGli che ci accompagni verso il mondo, non per una presenza incolore, senza volto, senza significato, ma Cristo ci porti verso questo mondo che desidera la fede, ci porti a questo mondo con la volontà e l’orgoglio di portare la fede e ci faccia condividere questa grande tensione.

Questo grande movimento della fede che salvando il mondo salva anche ogni più piccola parte di questa immensa realtà mondana, che solo in Cristo trova il suo senso, il suo significato. Così si compia la vittoria di Cristo, morto e risorto.

+ Luigi Negri

Foto: Raffaello e Giulio Romano – 1518-1520 – Pinacoteca Vaticana (particolare)

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