Un’ora sola a disposizione, ma attirava tutto il liceo Berchet di Milano.
«Riusciva a tenere insieme l’ortodossia dottrinale e le esigenze personali di ciascuno», racconta Peppino Zola, che dal 1955 al 1958 ha avuto come insegnante di religione don Luigi Giussani”.

di Vincenzo Sansonetti – il timone, aprile 2021

Entrò in classe quasi di corsa, come se avesse fretta di parlare con noi. Poi ci disse, deciso: “Scrivete!”». Oggi Peppino Zola è over 80. Ha superato felicemente il traguardo delle nozze d’oro con Adriana Mascagni, con due figli (Giovanni e Giuditta) e sette nipoti dagli 11 ai 22 anni. Avvocato, è stato anche vicesindaco di Milano e tra i fondatori della scuola La Zolla, del Sindacato delle famiglie e dell’Associazione Nonni 2.0. Ma non potrà mai dimenticare la prima lezione di religione al liceo Berchet, lui appena sedicenne, di uno strano insegnante: don Luigi Giussani.

Quando ha frequentato il Berchet? Che impatto iniziale ci fu con don Giussani?

Luigi Giussani - liceo Berchet«Ho avuto il servo di Dio don Luigi Giussani come docente di religione dal 1955 al 1958, nel triennio del liceo. Insegnava in tutte le sezioni liceali del Berchet, che arrivavano fino alla F, quindi in 18 classi. Mi è sempre rimasto impresso il suo primo ingresso in aula.

Abbiamo visto entrare in classe quel giovane prete quasi di corsa, come se avesse fretta di parlare con noi e non avesse tempo da perdere. Giunto alla cattedra e fatto l’appello subito ci disse, con decisione: “Scrivete!”.

Ci guardammo come per dire: “Scrivete? Ma è l’ora di religione, cosa c’è da scrivere?”. Pensavamo all’insegnante del ginnasio: durante la sua ora si faceva di tutto tranne che stare attenti. Questo strano professore invece ci ingiungeva di scrivere! Fu una sorpresa. Fin dall’inizio si impose per la sua innata autorevolezza». Entrando nelle classi solo un’ora la settimana, come riusciva Giussani a determinare il clima di un intero istituto? «Succedeva proprio per la sua autorevolezza … Continua QUI

 

 

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