26 MARZO 2020
Nell’infinito e misterioso progetto di Dio, la Madonna è da sempre la possibilità dell’incontro con Cristo

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Mons. Luigi Negri

I nostri padri avevano una bellissima definizione della fede: la fede era accettare di entrare sotto il mantello della Madonna perché è soltanto entrando sotto questo Suo mantello, cioè questa Sua suprema confidenza, che noi siamo aiutati ad aprirci a Cristo.

Nell’infinito e misterioso progetto di Dio, la Madonna è da sempre la possibilità dell’incontro con Cristo; Lei che lo ha portato in seno, accettando tutte le trepidazioni di una donna che aspetta il proprio figlio, che lo ha generato dalla profondità della sua carne, misteriosa ma piccola, che Lo ha aiutato a crescere, che ha camminato con Lui verso un destino che doveva essere di gloria e fu di gloria ma perché prima sperimentò il tradimento e l’abbandono degli amici.

La Madonna rende possibile la presenza di Cristo oggi. Non c’è fede in Cristo senza questo pacificante incontro quotidiano con la Madonna; nell’infinito, misterioso e grande progetto di Dio sul mondo e sulla storia la piccola figlia del popolo di Israele mosse i suoi passi senza nessuna presunzione, e, a quel che dicono, senza nessuna aspettativa, certa e lieta che la sua aspettativa sarebbe stata sua quando più non fosse stata sua ma l’avesse ricevuta da Dio.

La Madonna sta nella vita di ciascuno di noi come la grande, tenerissima presenza che obbliga ad aprire la nostra vita per far posto al Signore.

Non solo fa questo ma tiene vivo in noi il desiderio che questo intervento di Dio non si fermi, che arrivi fino al fondo della nostra vita come diceva Jean Guitton: “Senza lasciare neanche un pollice della nostra vita che non sia invaso e posseduto da Lui”

Credere, in questo momento terribile e grande nella storia della Chiesa e dell’umanità, per noi significa recuperare la tenerezza della presenza di Sua madre che non ci abbandona e, continuamente, secondo questa bellissima immagine della tradizione, ci raccoglie dentro il suo mantello perché la nostra vita non sia più solitaria e sterile ma partecipi della grande, misteriosa, miracolosa grandezza della fecondità di Dio

Fratelli, i tempi sono duri, certamente più di quanto noi potessimo prevedere e hanno dentro, in fondo, come un preciso rimprovero: abbandonate l’idea che la vita sia vostra, vivete la vita come dono di Dio e quanto più la vivrete come dono di Dio tanto più sarà infinitamente vostra, e non solo vostra, ma di tutti gli uomini vostri fratelli.

Vi benedico tutti di cuore

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