Omelia di Mons. Luigi Negri – 19 ottobre 2020

Parrocchia Medaglia Miracolosa – S. Messa, ore 19,00 – Milano

2Gv 1-13; Sal 79; Gv 1, 40-51

Sia lodato Gesù Cristo

Nel dialogo che si accende tra i suoi più antichi di fede o quelli nuovi che aumentano progressivamente il numero degli eletti corre la vita della chiesa. Nel dialogo tra i cristiani corre la vita della Chiesa e la vita della Chiesa è innanzitutto la certezza che la vita è completamente rinnovata nella presenza di Cristo perché non c’è nulla di quello che sperimentiamo ogni giorno che non porti in primo piano la sua figura di Salvatore. Parlando di Lui lo comunichiamo agli altri.

Questa è stata l’esperienza travolgente degli Apostoli. Si Incontravano sia che fossero già frequentanti o invece assolutamente ignoti l’uno all’altro e nel dialogo passava la certezza, dalla vita di uno alla vita dell’altro e questa comunicazione esprimeva la novità di Cristo e della Chiesa, diventava la forma dell’esperienza di Cristo.

Comunicare il Signore agli altri perché sia sempre presente in ognuno di noi, sia sempre più presente la sua presenza. Questa certezza, che dalla liturgia di oggi ci viene proposta con particolare forza e con particolare semplicità, questa vita nuova dice la convivenza suprema e quotidiana tra il Signore e il suo popolo, tra il Signore e la sua “gens”, perché il rapporto che si stabilisce tra il Signore e il suo popolo è un rapporto Singolarissimo. “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sarò con loro”.

È questa misteriosa presenza di Cristo che passa nel dialogo fra un cristiano e l’altro e poi si insedia nella vita dei fratelli cristiani e rimane lì, muta e intensa. Il Signore è presente in modo intenso e la nostra vita viene illuminata e confortata ogni giorno da questa Sua presenza piena di conforto. Noi siamo lieti di questo e l’esperienza quotidiana che siamo chiamati a fare con tanti altri uomini nostri fratelli, scorgiamo che è così l’esperienza della letizia, l’esperienza della pace.

Vediamo uomini importanti che corrono per dare una fisionomia sempre più luminosa alla propria vita ma non sempre riescono. La vita del Signore è con noi. Noi abitiamo la vita del Signore e questo solleva la nostra fronte, dà al nostro cuore la sua formulazione vera. Non c’è altro che noi potessimo desiderare se non incontrare il Signore del cielo nella sua vita, aprire le nostre labbra e il nostro cuore per proclamarlo, soprattutto aprire la nostra vita perché la sua vita si impossessi della nostra.

Questa è Letizia Divina riversata nel nostro cuore, così questa letizia che conforta ogni giorno il nostro cammino ci spalanca alla confidenza nuova e definitiva: il Signore ci conosce, ci conosce sempre, ci conosce prima che noi lo riconosciamo la Sua presenza è una presenza carica di realtà e di bellezza che dà senso alla nostra esistenza. Prima di incontrarci ci conosceva già: ”Perché ti ho detto che ti ho visto sotto l’albero Tu credi? Vedrai cose più grandi di questa”.

Questo invito di Giovanni ai primi dà alla nostra strada quotidiana il suo orizzonte vero e grande: noi siamo lieti non perché le cose vadano secondo quello che noi intendiamo, secondo quello che noi progettiamo o quant’altro. Siamo lieti perché la vita di Dio ci avvince sempre di più a Lui e questo essere avvinti alla Sua vita dà alla nostra vita significato e questo conforto, che Lui ci dà, rende realmente lieta la nostra esistenza. E così sia.

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