Spunti di meditazione per un’attesa vera del Natale

Novena – Terzo giorno 18 dicembre 2020
Giotto – Natività di Gesù e annuncio ai pastori, 1303 -1305 ca. Cappella degli Scrovegni, Padova

Il Natale, che si ripresenta ogni anno interpellandoci, non deve essere lo spunto per fantasie di carattere più o meno intellettualistico; per quei tentativi e quei confronti, magari persino di carattere esoterico, con i quali si cerca di rendere più interpretabile, secondo le logiche del pensare umano, la storia di Dio.
Attendere, attendere Cristo, attendere il Figlio di Dio vuol dire innanzitutto penetrare nella profondità del nostro io, del nostro cuore perché possiamo consegnare questo cuore al Mistero di Cristo.
È così che il nostro cuore non ci appartiene più: questo cuore, nel quale, il più delle volte, si raccoglie tutto il bene ma anche tutto il male dell’uomo, questo cuore, fonte di tutte le tentazioni e i tentativi che vive l’uomo, non ci appartiene.
Noi siamo chiamati a riprenderlo, come dalle nostre stesse mani, e a offrirlo al Signore perché Egli lo salvi, lo strappi al nulla e lo restituisca alla grandezza, alla libertà, alla verità e alla purità della sua Presenza fra di noi.

+ Luigi Negri

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