Incontri con Mons. Luigi Negri Arcivescovo Emerito di Ferrara-Comacchio.

Domande di P. Marco Finco ofmcap.


P. Marco Finco: Siamo arrivati al secondo appuntamento con questa piccola rubrica, Un aiuto alla fede, con Mons. Luigi Negri, e tentiamo di aiutarci con il lavoro che don Giussani ci ha chiesto di fare con la Scuola di Comunità. Siamo al capitolo secondo, La permanenza dell’avvenimento nella storia. Nel paragrafo terzo don Giussani affronta la questione del Battesimo come concezione di nascita di una creatura nuova e dice: «L’impatto di Cristo con la nostra vita…si chiama Battesimo…e col Battesimo nasce gente diversa che fa la storia». L’inizio di questa gente nuova, di questa creatura nuova, è un evento reale che dentro la storia della Chiesa chiamiamo Battesimo. Ad un certo punto, verso la conclusione di questo terzo paragrafo, Giussani fa quest’altra affermazione: «Il Battesimo implica la partecipazione della mia persona al mistero della persona di Cristo». Poi aggiunge: «L’assimilazione a Cristo che si realizza nel Battesimo è la Resurrezione di Cristo che penetra nella storia, –  [questo fattore della storia che aveva accennato all’inizio di questo paragrafo, lo riprende con questa affermazione, a mio parere, portentosa] – è il corpo di Cristo Risorto che si ingrandisce sempre più secondo i tempi del  Mistero del Padre».
Monsignore, ci aiuta ad approfondire questa affermazione?

Mons. Luigi Negri: Questa affermazione elimina in maniera totale ogni equivoco di carattere moralistico. Supera l’idea che la novità cristiana sia un atteggiamento, sia una posizione particolare nello spirito umano, in determinati momenti. La novità non può essere assolutamente nell’ordine delle cose che vengono prodotte dall’uomo, non può essere nell’ordine degli atteggiamenti che l’uomo assume nello scorrere delle circostanze. La novità di Cristo è un evento, è l’espressione del Suo potere, potere che investe il singolo e modula la sua capacità di reazione, la sua capacità di mobilitazione, secondo modi e tempi che non sono dell’uomo ma sono di Dio.

Questa, secondo me, è la grande novità della fede, o meglio, la grande novità di Cristo e della Sua potenza che entra nell’uomo, che entra nella persona dell’uomo e la mobilita in modo nuovo e definitivo. La novità è la presenza di Cristo che cambia l’uomo e il mondo. Questa presenza è segnata dalla carne e dal sangue. Questa presenza non sono atteggiamenti. La presenza di Cristo e la Sua potenza sono un evento che si comunica da persona a persona, che impedisce di ricondurre totalmente le vicende umane alle capacità e alla reazione dell’uomo.

Questo, io credo, occorre meditare assiduamente. La novità è un fatto, la novità di Cristo è un fatto, è il fatto di Cristo che entra nella vicenda umana, nelle vicende del singolo e della realtà umana e storica.

P. Marco Finco: Un fatto oggettivo, come viene definito da don Giussani il sacramento del Battesimo: «Un fatto oggettivo: un uomo che è preso e attraversa l’acqua di un pozzo, di una fonte, come attraversare un mare, il mare della vita…Con questo fatto oggettivo…nasce un uomo diverso, gente diversa».

Mons. Luigi Negri: Questo avvenimento oggettivo dilata il cuore dell’uomo. La presenza di Cristo dilata il cuore, consente all’uomo di raggiungere livelli sempre più profondi di umanità. Cristo è la potenza di Dio che entra nell’uomo e cambia l’uomo. Questa concezione, la concezione di Cristo come una presenza che si accosta alla mia vita e la accompagna, impedisce ogni restrizione, ogni particolarismo. La presenza di Cristo è una novità assoluta che travolge spazio e tempo, che rende l’uomo capace della novità.

È possibile che l’uomo renda presente Cristo nella storia dell’uomo e del mondo perché Cristo interviene a modificare la natura profonda dell’uomo, rendendo l’uomo uno strumento, uno strumento positivo per il cambiamento della realtà. Questa novità ci è consegnata come un dono, questa novità, che è il cambiamento della umanità in Cristo, ci è consegnata come un dono. Noi siamo chiamati ad accoglierla come un dono, a riconoscerla come la presenza di Cristo nella nostra vita e, soprattutto, a legare la novità, in noi e nel mondo, all’esprimersi della potenza di Cristo.

La novità è l’intervento di Cristo nell’uomo e nel mondo. La comunicazione di questa stessa novità attraversa tutti i tempi della storia. Dio ha fatto quello che era impossibile all’uomo. Noi viviamo i giorni in questa certezza, noi viviamo nel contesto dell’uomo nuovo, nel mondo nuovo, giorni che sarebbero certamente impensabili, se non ci fosse Cristo; ma siccome c’è Cristo, tutto diventa nuovo.

P. Marco Finco: Dice don Giussani: «Con quell’impatto che prende il nome di Battesimo, ha avuto inizio qualcosa di irriducibilmente nuovo in noi. È un evento reale…».

Mons. Luigi Negri: La novità non è una straordinarietà nel senso psichico-fisico. La novità è la dimensione della normalità, è la dimensione del quotidiano, del mangiare, del bere, del vegliare, del dormire, del vivere e del morire.

Noi siamo ogni giorno qui a chiedere a Cristo che abbia compassione di noi e si accompagni a noi sulla strada della vita; e, accompagnandosi a noi sulla strada della vita, renda fortissimo il nostro cammino perché visitato ogni giorno da Lui, che è la Via, la Verità e la Vita.

P. Marco Finco: Dicevi prima che questa cosa ci è consegnata come un dono e il primo “gesto”, attraverso il quale questa cosa ci è consegnata come un dono, è il Battesimo…

Mons. Luigi Negri: Certo, la novità di Cristo ci è consegnata in eventi, innanzitutto nell’oggettività del sacramento, non in atteggiamenti personali, non in facilitazioni o in difficoltà. La novità della vita, che è Cristo, la dimensione vera della vita, prima di essere il mangiare, il bere, il vegliare, il dormire, il vivere ed il morire, abita questa vita, questa vita nuova: Cristo è dentro questa vita nuova. Cristo è il nostro compagno di strada nel cammino della nostra vita. Ed essendo il nostro compagno di strada, dà valore di novità anche alle cose più normali. In fondo, la novità cristiana consiste nel fatto che ogni cosa che accade all’uomo è di Cristo, cioè ogni cosa che accade nella vita dell’uomo porta la novità di Cristo nella vita dell’uomo.

Questo toglie alla storia dell’uomo ogni equivoco, ogni bassezza, ogni povertà, ogni ingratitudine. La novità consiste nel fatto che Cristo cambia l’uomo e il mondo proprio mentre l’uomo e il mondo vivono e crescono.

P. Marco Finco: Mi colpisce questa cosa: la possibilità, che questo dono, che ci è consegnato, anzitutto nel Battesimo, in questo “oggettivo” come lo chiama la Chiesa e come lo chiama don Giussani, porti frutto nella nostra vita, sta dentro un incontro. Infatti, ad un certo punto, don Giussani dice: «Ora, la differenza tra l’essere chiamati nel gesto oggettivo del Battesimo – [mi viene da dire per provare a “tradurre”: il passo successivo all’aver ricevuto questo dono oggettivamente dentro la nostra vita, che ha creato questa possibilità di una creatura nuova] – e il capire – [io lo traduco come la possibilità di portar frutto dentro la mia vita e dentro la vita del mondo e dentro la storia del mondo] – non nel senso del comprendere, ma del percepire il Mistero che vibra nel momento e nel gesto, è data da un incontro. È attraverso un incontro che ciò a cui siamo stati chiamati, ciò che forse abbiamo guardato con rispetto, tanto timoroso quanto confuso, incomincia a diventare chiaro…».

Mons. Luigi Negri: La possibilità, che Cristo fruttifichi la nostra vita, che Cristo sia, cioè, l’origine di una novità che attraversa lo spazio e il tempo, ovvero le circostanze, la possibilità che il cristianesimo porti frutto, è legata alla povertà dello spirito. La novità è che bisogna lasciar spazio a Dio… non c’è niente altro né da dire né da fare. Cristo è lì davanti a noi e c’è bisogno solo che noi lo coinvolgiamo nella nostra esistenza; c’è bisogno che diciamo sul serio a Lui di assumere la nostra vita sulle Sue spalle. Questo, io credo, è ciò che salva la nostra esistenza quotidianamente. La nostra esistenza è salvata dal fatto che noi riceviamo la vita nuova da Cristo e, in qualche modo, la restituiamo a Lui perché la novità possa diventare davvero la forma della nostra vita quotidiana.

P Marco Finco: Il nostro “si” è lasciare lo spazio a Dio…

Mons. Luigi Negri: Il nostro “si” è lasciare lo spazio a Dio. Ho in mente una frase formidabile di Guitton: la vita è totalmente nostra, se è totalmente di Cristo. Questo avviene se non teniamo per noi nulla dell’esistenza e, al contrario, così come il Signore ce l’ha affidata, la riaffidiamo a Lui. Che la nostra vita umana cambi secondo la misura di Cristo!

P. Marco Finco: È il tema di quella meravigliosa omelia di Papa Benedetto XVI, se non mi ricordo male fatta durante una veglia Pasquale e poi ripresa a Verona, quando egli giocò tutta la sua riflessione sulla frase «Io, ma non più io», riprendendo la famosa affermazione di San Paolo: «Non sono più io che vivo, ma Cristo che vive in me».

Mons. Luigi Negri: Certo.

P. Marco Finco: Bene, grazie Monsignore, ci diamo appuntamento tra quindici giorni e lavoreremo sul quarto paragrafo: La compagnia guidata al destino è una dimensione dell’io: appartenenza.

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