La vittoria di Dio è una presenza amica

12 Aprile 2020

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Mons. Luigi Negri


Nella Pasqua si celebra l’esito incredibile eppure reale della Passione del Signore: la Risurrezione. L’esito della Passione è l’irrompere, nella scena del mondo e, quindi, nell’ambito di ogni singola coscienza, della vita nuova di Dio. Questa vita nuova non è più lontana e, in qualche modo, inattingibile, spunto di permanenti nostalgie, di continui tentativi di avvicinarsi a essa; non è più qualche cosa di incombente ma lontanissimo. Con la Pasqua, il mistero della Risurrezione del Signore diventa storia: storia della vita di ciascuno dei fedeli, storia della vita del mondo; presenza che rinnova l’esistenza, giorno dopo giorno; suprema confidenza di Dio che si fa compagno del nostro cammino diventando il sostegno quotidiano di un’esistenza che, altrimenti, non avrebbe né senso né significato e, quindi, non avrebbe dignità.

La Pasqua è la celebrazione della vittoria di Dio sul mondo e insieme della chiamata del mondo a partecipare della Gloria di Dio. La Gloria di Dio non rimane incombente ma lontana perché è una presenza. È una presenza amica alla quale ci si può stringere; una presenza alla quale possono rivolgersi, ogni giorno, in ogni momento, il desiderio del nostro cuore, la forza della nostra intelligenza e l’impeto della nostra affettività.

Con la Pasqua, Cristo diventa il senso profondo della nostra vita nuova: la Sua esistenza, che è in noi, fiorisce continuamente nel nostro cuore e ne rinnova le dimensioni e, soprattutto, lo spalanca al mondo che diventa il contesto della nostra vita quotidiana. Ricordo la forza con la quale, ormai anni fa, San Giovanni Paolo II sintetizzò il mistero della Morte e della Risurrezione del Signore affermando che, grazie ad esso, le dimensioni universali della Chiesa sono anche le dimensioni normali della vita cristiana.

Fratelli, camminiamo su questa strada, nella quale il Signore ci ha preceduto e ci precede, con la certezza che nulla sarà perduto. Fratelli, ricordiamoci che qualsiasi brano della nostra esistenza trova, già adesso, il suo riconoscimento vero e la sua comprensione profonda.

Di questa certezza dobbiamo essere umili, ma inesorabili, testimoni davanti al mondo d’oggi, esattamente come la Chiesa, da duemila anni, è stata ed è testimone di fronte a tutte le generazioni umane che si sono succedute e che continueranno a succedersi.

+ Mons. Luigi Negri

Arcivescovo Emerito di Ferrara-Comacchio

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